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I documenti custoditi negli archivi del Comune di Forno Canavese ed in quelli parrocchiali, confermano che la Cappella di San Bernardo a Cimapiasole può fregiarsi di oltre mezzo millennio di storia (fu infatti inaugurata il 4 settembre 1497).
Ideata e voluta da don Giovanni Beccuti, allora parroco della chiesa di Santa Maria Assunta di Forno, questo piccolo tempio oggi esiste anche e soprattutto grazie al lavoro generoso dei borghigiani di allora che, indefessi, salirono a Piazzole (Piazzole era il nome della frazione prima di assumere quello odierno di Cimapiasole) per non far mai mancare la loro preziosa mano d'opera alla costruzione che lentamente cresceva e si delineava.
Con il suo abside ricurvo, destinato a ospitare sulla parete interna l'affresco che il 7 dicembre 1993 la Soprintendenza per i beni artistici e storici del Piemonte ha restituito magistralmente restaurato al Comune, la Cappella di San Bernardo di Cimapiasole costituisce oggi un rimarchevole esempio di cappella votiva medioevale.
L'Affresco che caratterizza l'interno della cappella, di autore ignoto, risulta semplice nella fattura riscontrando lo stile tipico piemontese dell'epoca della sua realizzazione.
L'iscrizione in latino medioevale, vergata nei caratteri gotici degli Asburgo (la cui corona, nel 1497, posava altera sul capo di Massimiliano I d'Austria, allora imperatore del Sacro Romano Impero) campeggia sulla fascia bianca che sovrasta l'intera opera e riporta:

''Hec capella constructa fuit ad honorem Dei
Omnipotentis Beate Marie Verginis sub vocabulo
Sancti Bernardi nec non Sancti Turibili episcopi
Qui fuit de agnatione Becutorum per Dominum
Joannem de Becutis decreto rum doctorem Archipresbyterum
Canonicum Yporegie curatumque Marcenaschi rocheque''

Traducendo nel rispetto della evoluzione linguistica avvenuta nel corso di cinque secoli, l'iscrizione può essere intesa così:
''Questa cappella fu costruita in onore di Dio onnipotente e della Beata Vergine - dedicata a San Bernardo e al vescovo San Turibio, che appartenne, per discendenza paterna, alla stirpe dei Beccuti - dal Rev. Don Giovanni Beccuti, dottore in legge, canonico degli Arciprerti di Ivrea, curato di Mercenasco e dintorni''.
E per giungere al dunque che ci sta a cuore, ecco finalmente, ai piedi del trono della Vergine, la data che ci è stata tramandata:
MCCCCLXXXXVII die IIII set.
(Anno 1497 il dì 4 settembre)
(Vale la pena rimarcare, per dovere di cronaca, che don Giovanni Beccuti fu convinto, sebbene fosse in errore, di essere discendente di San Turibio, spagnolo del IV Sec. d.C. )





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